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Scritto da Nosferatu
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mercoled́ 31 ottobre 2007 |
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CURIOSITA' Vuote o piene, pesanti o leggere, estive o invernali, ornamentali o commestibili, le zucche nel loro vegetale eclettismo spaziano dalla gastronomia all'arte e alla farmacopea, diventando facilmente oggetto e soggetto. Pertanto, oltre a gustarle a tavola nelle interpretazioni degli chef, possiamo ammirarle nelle tele dei pittori o nelle forme decorative in cui le hanno trasformate fantasiosi artigiani; utilizzandole come fioriere, fruttiere o zuppiere per la loro stessa polpa divenuta minestra o risotto; beneficiarne come sciroppo ricostituente o come crema emolliente per la pelle. Una bella zucca rotonda, svuotata dai semi e di parte della polpa, può ancora essere usata come coreografico contenitore per la zuppa o il risotto. Occorre prima lucidare la scorza con un panno morbido quindi ritagliare il coperchio nel quale si può incidere anche un piccolo incavo per il mestolo. Perché la zuppa non si raffreddi, conviene mettere la zucca svuotata nel forno ben caldo, per una decina di minuti. L’uomo ha sempre usato le zucche anche per scopi non alimentari. Quelle a fiasco svuotate servivano a trasportare i liquidi; quelle più piccole per la polvere da sparo, tabacco, sale. In Liguria certe zucche a fiasco venivano legate su pezzi di sughero e colorate vivacemente: erano così trasformate in segnalatori galleggianti delle reti calate in mare. Alcuni tipi erano usati anche per insegnare a nuotare.
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